
Le funzioni orali svolgono un ruolo chiave nello sviluppo generale del bambino. Non si tratta solo di respirazione, masticazione o deglutizione, ma di un sistema complesso che coinvolge fonazione, articolazione, mimica, gusto, olfatto e suzione. Per comprendere e gestire lo sviluppo di queste funzioni è indispensabile adoperare un approccio multidimensionale.
Quando le abitudini comportamentali alterano questo equilibrio, ci si trova di fronte ai cosiddetti vizi orali (o parafunzioni), le cui conseguenze possono riflettersi sia sulla morfologia che sulle funzioni dello sviluppo orofacciale.
Che cosa sono i vizi orali?
Secondo la letteratura specialistica (Levrini L., 2011), un vizio orale è definito come ogni alterazione comportamentale (fattore ambientale) a livello del cavo orale, che potrebbe determinare una modificazione sia funzionale che morfologica.
Tra i principali vizi orali ed abitudini viziate riscontrabili in età pediatrica troviamo:
- succhiamento di uno o più dita (specialmente il pollice)
- succhiamento della lingua, delle guance o interposizione del labbro inferiore
- mordicchiamenti e leccamenti continui
- suzione protratta del succhiotto o del biberon
- mantenimento prolungato di oggetti e mani in bocca o nella zona periorale
- onicofagia (mangiarsi le unghie) e lapisfagia (mordere matite o penne).
Dalla fisiologia prenatale al rischio di malocclusione
Il succhiamento del dito: da gesto consolatorio a fattore di rischio
La suzione è una funzione primordiale e fisiologica:
- 11–12 settimane di gestazione: il feto mostra già i primi movimenti di suzione e deglutizione
- 13–14 settimane: inserisce dita e pollice in bocca
- 15+ settimane: succhia e deglutisce liquido amniotico.
Nell’utero, il feto sfrutta le centinaia di terminazioni nervose della lingua per sperimentare il tatto e la forma del pollice, traendone sollievo e consolazione. Nei primi mesi di vita post-natale, mettere oggetti in bocca rimane un fondamentale strumento di esplorazione sensoriale per conoscere dimensioni e consistenze.
Tuttavia, se il succhiamento del dito ha un effetto rilassante senza conseguenze nei neonati, la sua persistenza dopo l’eruzione dei primi denti può modificare drasticamente la direzione di crescita del mascellare e causare morso aperto.
Ciuccio, Biberon e Parafunzioni
- ciuccio e biberon: utili per tranquillizzare e alimentare i bambini nella primissima infanzia, se protratti oltre i tempi fisiologici (raccomandati dall’OMS) possono causare malocclusioni e alterare deglutizione, masticazione, respirazione e articolazione verbale
- onicofagia, morso del labbro o delle guance: spesso legati a stati di ansia, stress, nervosismo o noia, questi comportamenti possono provocare lesioni alla mucosa orale e alterare l’occlusione dentale in base a direzione, frequenza e intensità del gesto.
Le conseguenze: Squilibrio muscolare Orofacciale (SMOF) e anomalie posturali
Un’abitudine viziata ha un effetto modellante nocivo sul complesso dentoscheletrico.
Durante la deglutizione, la lingua esercita una spinta con una forza di circa 1 kg per circa 1.600 volte al giorno. Nell’arco della giornata si genera così un carico complessivo nell’ordine di tonnellate stampato sulle strutture della bocca e del viso. Se la deglutizione è disfunzionale, la forza impressa devia lo sviluppo armonico delle arcate.
Le conseguenze principali includono:
- Malocclusioni dentali e alterazioni dello sviluppo osseo
- Lesioni della mucosa orale
- Alterazioni delle funzioni orali (deglutizione atipica/deviata, respirazione orale, difetti di pronuncia)
- Squilibrio Muscolare Orofacciale (SMOF).
L’impatto sulla postura
La muscolatura della lingua è collegata al tratto cervicale attraverso l’osso ioide. Di conseguenza, i movimenti e la posizione della lingua incidono direttamente sulla postura, sul carico dei muscoli cervicali e sull’intera colonna vertebrale. Una deglutizione disfunzionale può quindi scatenare reazioni a catena che coinvolgono la sfera ortodontica, foniatrica/logopedica, otorinolaringoiatrica e posturale.
L'Importanza dell'intervento precoce
Per contrastare efficacemente un vizio orale o una parafunzione, non è sufficiente “eliminare il comportamento”: la soppressione del vizio va sempre inserita all’interno di un percorso di rieducazione dello squilibrio muscolare orofacciale, in quanto quasi sempre associata ad alterazioni della postura linguale e della deglutizione.
È fondamentale intercettare già nella prima infanzia (2-3 anni) un’oralità che «blocca» o «devia» il corretto sviluppo del bambino, consentendo un intervento tempestivo e multidisciplinare (logopedico, psicologico e ortodontico) che ripristini l’armonia funzionale e strutturale della bocca.
A cura della Dott.ssa Basoli Maria Maddalena, logopedista.
Bibliografia
- Levrini, L. (2011). Terapia Miofunzionale Orofacciale. Edi.Ermes.
- Levrini, A., & Levrini, L. (2006). Trattamento ortodontico-intercettativo con dispositivi preformati. Martina Edizioni.
- Andretta, M. (2010). La terapia miofunzionale secondo Garliner. Marrapese Editore.
- Ferrante, A. (2014). Manual de Terapia Miofuncional (Terapia Miofunzionale e Postura). Ed. Futura.
- OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Linee guida sulla promozione dell’allattamento e sull’uso corretto e limitato di ciuccio e biberon nella prima infanzia.
Sitografia





