sportivo beve

Quando si parla di performance sportiva, l’attenzione si concentra spesso su allenamento, programmazione e alimentazione in termini di macronutrienti. Tuttavia, esiste un elemento altrettanto determinante, ma frequentemente sottovalutato: l’idratazione.
Nel contesto sportivo, l’acqua non rappresenta solo un supporto, ma un vero e proprio fattore prestativo, in grado di influenzare resistenza, efficienza muscolare e capacità di recupero.

Con l’arrivo della stagione estiva, questo aspetto diventa ancora più rilevante: le alte temperature aumentano la perdita di liquidi e sali minerali, mettendo a dura prova l’equilibrio dell’organismo.

Idratazione: un elemento chiave per l’equilibrio fisiologico

L’acqua rappresenta una componente fondamentale del corpo umano, costituendo mediamente circa il 45–65% del peso corporeo, con variazioni legate a sesso, età e composizione corporea.

È coinvolta in numerosi processi fisiologici essenziali:

  • regolazione della temperatura corporea
  • trasporto di nutrienti e ossigeno
  • contrazione muscolare
  • funzione cardiovascolare
  • eliminazione dei prodotti di scarto

Durante l’attività fisica, in particolare in condizioni di caldo, la sudorazione aumenta per consentire la dispersione del calore corporeo, determinando una perdita significativa di liquidi ed elettroliti.

Disidratazione e performance: cosa succede davvero

Anche una riduzione moderata dei liquidi corporei può avere effetti rilevanti sulla prestazione sportiva.
Una perdita pari a circa il 2% del peso corporeo è già associata a un calo della performance fisica e cognitiva.

Le principali conseguenze includono:

  • riduzione della resistenza
  • aumento della percezione della fatica
  • peggioramento della concentrazione
  • diminuzione della coordinazione motoria
  • aumento del rischio di crampi e colpi di calore

In queste condizioni, l’organismo lavora in modo meno efficiente e la qualità dell’allenamento risulta compromessa.

Non solo acqua: il ruolo degli elettroliti

Attraverso il sudore non si perde soltanto acqua, ma anche elettroliti fondamentali come sodio, potassio, magnesio e cloro.

Questi minerali sono essenziali per:

  • la trasmissione nervosa
  • la contrazione muscolare
  • il mantenimento dell’equilibrio dei fluidi corporei
  • la regolazione della pressione osmotica

Per questo motivo, soprattutto in caso di esercizio prolungato o intensa sudorazione, la sola acqua può non essere sufficiente a garantire un corretto equilibrio idrico.

Idratazione e sport: un approccio strategico

La gestione dell’idratazione dovrebbe essere parte integrante della strategia nutrizionale, adattata alle caratteristiche individuali e al tipo di attività svolta.

Prima dell’allenamento

È fondamentale iniziare l’attività in condizioni di euidratazione, evitando di partire già in deficit di liquidi.

In termini pratici, si raccomanda un apporto di circa 5–7 ml di liquidi per kg di peso corporeo nelle ore precedenti l’esercizio.

Durante l’attività

Durante l’esercizio, l’obiettivo è limitare la perdita di liquidi, evitando che superi il 2% del peso corporeo, soglia oltre la quale la performance può risultare compromessa.

Nei contesti più lunghi o intensi, è utile prevedere assunzioni regolari di piccoli volumi di liquidi, adattate al tasso di sudorazione individuale.

Quando è necessario un rapido ripristino dei liquidi, il fluido ideale è ipotonico, poiché favorisce uno svuotamento gastrico più veloce e un assorbimento più efficiente.
Se invece l’obiettivo è mantenere più stabile lo stato di idratazione nel tempo, è preferibile orientarsi verso soluzioni lievemente isotoniche, che consentono un miglior equilibrio tra assorbimento e ritenzione dei liquidi.

Dopo l’allenamento

Al termine dell’attività, il recupero dell’equilibrio idrico rappresenta una fase fondamentale.
Il reintegro dei liquidi persi, insieme agli elettroliti, è essenziale per ristabilire l’omeostasi e supportare i processi di recupero, favorendo un ritorno più rapido alle condizioni fisiologiche ottimali.

Una corretta strategia di idratazione non si limita al “bere durante”, ma si costruisce prima, durante e dopo l’attività: è questa continuità che fa la differenza nella performance e nel recupero.

Chi deve prestare maggiore attenzione?

Il rischio di disidratazione non è uguale per tutti, ma aumenta in presenza di specifiche condizioni legate al tipo di attività, alla durata dell’esercizio e all’ambiente.

In particolare, è importante prestare attenzione negli sport caratterizzati da sforzi intermittenti ad alta intensità, come quelli “stop & go” o di combattimento, così come nelle attività continuative che superano i 45 minuti, dove le perdite di liquidi diventano più rilevanti.

Anche le condizioni ambientali giocano un ruolo chiave: allenarsi in contesti caldo-umidi o affrontare cambiamenti climatici improvvisi può aumentare significativamente il rischio di disidratazione.

Infine, anche chi si allena in palestra dovrebbe considerare questo aspetto. Gli ambienti indoor, infatti, possono favorire una perdita importante di liquidi ed elettroliti, spesso sottovalutata, anche quando l’intensità dell’allenamento è moderata.

Cosa possiamo imparare

L’idratazione è spesso percepita come un aspetto secondario, ma rappresenta in realtà uno dei pilastri della performance sportiva.

Una gestione consapevole dei liquidi consente di:

  • migliorare la qualità dell’allenamento
  • sostenere il recupero
  • ridurre il rischio di affaticamento precoce
  • ottimizzare la performance nel tempo

In un contesto come quello estivo, imparare a gestire correttamente l’equilibrio idrico diventa una vera e propria strategia di performance.

La nutrizionista sportiva di Quadra Medica

Presso Quadra Medica è disponibile la consulenza della Dott.ssa Nicole Lievore, biologa nutrizionista, PhD, specializzata in nutrizione sportiva.

La Dott.ssa Lievore è laureata in Scienze Biologiche e in Biologia Molecolare e Applicata – indirizzo Biosanitario e della Nutrizione, presso l’Università degli Studi di Firenze. È abilitata all’esercizio della professione di Biologo ed è iscritta all’Ordine dei Biologi del Triveneto (Sez. A – Tri_A3324). Ha conseguito la certificazione di Esperto in nutrizione sportiva presso Sanis Academy – Scuola di Alta Formazione in Nutrizione e Integrazione Sportiva e la certificazione Sport Cooking Specialist presso Sanis Cooking.

Ha inoltre completato il Dottorato di Ricerca in Scienze Cliniche e Sperimentali (Curriculum di Scienze Endocrino-metaboliche, nefrologiche e dell’esercizio fisico) presso il Dipartimento di Medicina – DIMED dell’Università degli Studi di Padova, con un focus sulla nutrizione nella donna in menopausa e sulla prevenzione del rischio cardiovascolare.

Affianca sportivi, persone attive e chi desidera migliorare la propria salute attraverso percorsi nutrizionali personalizzati, occupandosi di:

  • nutrizione sportiva
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  • nutrizione in menopausa
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La sua filosofia è chiara: “Mangiare è bello”.
L’alimentazione non è privazione, ma uno strumento di benessere, equilibrio e piacere quotidiano.

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